Il metodo ideato negli anni 40 dall’ingegnere e fisico israeliano Moshe Feldenkrais e condiviso con il mondo dopo averlo messo a punto per riabilitarsi da un incidente al ginocchio, sfrutta la capacità del cervello di cambiare in risposta ad uno stimolo. Questi può aumentare la facilità e la gamma dei movimenti, migliorare la flessibilità, migliorare la postura e lacoordinazione, ridurre il dolore ed i meccanismi distruttivi da stress, migliorare processi psicomotori e l’organizzazione motoria nei casi di problemi ortopedici e neurologici; può aumentare precisione, eleganza ed efficienza dei gesti, sfruttando il movimento come uno strumento educativo globale volto all’autoconsapevolezza “del sé”, risultando molto più di una tecnica di rilassamento o di ginnastica dolce, come viene a volte considerato, ma un vero toccasana per il benessere psicofisico.
L’obbiettivo principale è l’efficienza psicomotoria, posturale e funzionale che le consolidate cattive abitudini od i movimenti migliorabili fanno da background ad ognuno di noi.

Attraverso il tocco, il movimento e la conoscenza di come ci muoviamo, il metodo potrebbe migliorare la nostra immagine e quindi la qualità della nostra vita, migliorando coordinazione, forza e resistenza permetterebbe anche un miglioramento delle performance sportive e artistiche.
Molti, tra sportivi e ballerini, fanno ricorso a questo metodo per l’influenza positiva che porta nell’affrontare gli allenamenti costanti e faticosi perché non solo migliora la tecnica dello sportivo ma anche la capacità di apprendimento, dando buoni risultati nella corsa, nello sci, nel golf, nel tennis e nelle arti marziali. Inoltre, sfruttando l’attenzione che si presta sulle potenzialità del proprio organismo, il Feldenkrais si è dimostrato utile anche nel migliorare la qualità di vita delle persone con sclerosi multipla: grazie a questa tecnica, infatti, si può modificare l’immagine che la persona ha del suo corpo e di conseguenza aumentare il senso dell’equilibrio e del controllo posturale. Questo metodo è particolarmente seguito in Germania dove, da diversi anni, alcune cliniche specializzate e associazioni per la sclerosi multipla offrono corsi incentrati sul Feldenkrais.

Come accennato, questa disciplina sfrutta la capacità del cervello di cambiare in risposta ad uno stimolo (neuroplasticità) e può portare variazioni nel modo in cui si pensa e si sente, portando il cervello a fare le cose in un modo tutto nuovo, questo attraverso lezioni di gruppo, chiamate processi di “Consapevolezza attraverso il movimento” (CAM) e lezioni individuali, dette di “Integrazione funzionale” (IF).
Le lezioni di CAM consistono in sequenze motorie gentilmente esplorative, organizzate intorno ad una specifica funzione umana (il camminare, il piegarsi, il protendersi, il sedersi, etc.) e considerato tutto il patrimonio motorio umano coinvolge il pensiero, la percezione e l’immaginazione.
L’allievo, guidato dalla voce dell’insegnante, esegue movimenti inusuali in modo lento e rilassante, ascoltando le sensazioni che li accompagnano. Come fanno i bambini quando imparano a muoversi, si esplorano le molteplici possibilità, si modificano gli schemi abituali e si ritrova l’intima consapevolezza del corpo.
Nelle IF l’insegnante presta la propria consapevolezza motoria e la sensibilità delle proprie mani (il contatto è molto delicato ed evita di forzare qualsiasi postura) per aiutare l’allievo steso su un lettino (ma anche seduto e/o in piedi) ed essere consapevole delle proprie capacità di movimento e suggerire nuovi modi per renderlo più efficiente.
Marco Gismondi
Dott. Dietista – laureando in Scienze Motorie