Carissimi,

il progetto culturale sportivo del CUS Roma Tor Vergata ha nei suoi principi la diffusione della pratica sportiva in particolar modo destinata allo studente universitario, e l’attività frontale oggi è ferma. Tutto è fermo, non solo il sistema Paese ma il mondo intero.

Le relazioni che ben conosciamo, fatte di scambi sui campi di gioco, di allenamenti divertenti e faticosi, di appuntamenti formativi che sviluppano la crescita del nostro intelletto, di riunioni con l’obiettivo di educare prima che impartire delle direttive, sono state messe in pausa, da un mese tra l’altro, senza preavviso e senza sapere quando sarà possibile riattivarle.

Non è facile, anzi è straordinariamente complicato, per tutti noi dirigenti, allenatori, ma in particolare per i nostri atleti. Non esiste una ricetta per superare questo tempo extra-ordinario e nessuno ha la soluzione per risolvere ciò che stiamo vivendo. Solo oggi sono scomparse più di 900 persone in Italia, cifra che si va a sommare alle oltre 9.000 vite che hanno perso la loro battaglia contro questo virus assassino.

Tuttavia siamo destinati a non lasciarci andare, a non arrenderci, a non arretrare di un solo passo, a non rinunciare a tenere viva una fiammella, quella che più volte ho citato nei diversi incontri istituzionali, che è capace di trasformare una realtà di pochi in una comunità di tanti.

Vi invito a recepire e far vostro lo spirito della buona Madre e del buon Padre di famiglia, cioè di chi ha il compito di vigilare durante la notte, per tutta la notte, nell’attesa e nella consapevolezza che il mattino arriverà per il proprio figlio, per il parente amato, per la persona cara, per l’amico fraterno.

Come Maestri siamo responsabili di non abbatterci, di tenere tra le mani, e mostrarlo con orgoglio, il filo verde della nostra famiglia, il filo verde che nel tempo ha costruito non solo un progetto vero di cui ne fate parte, ma un sogno e una possibilità per i tanti che non hanno vissuto questa esperienza, e anche per tutti quelli che invece vestiranno con orgoglio la nostra maglia.

Il COVID-19 passerà e dobbiamo essere pronti a ripartire, più forti di prima.

La segreteria, sotto pressione e ridotta per compensare alle tantissime difficoltà che tutte le realtà italiane e mondiali stanno vivendo in questo periodo, sta lavorando tutte le ore del giorno per esservi accanto e per studiare nuove proposte per concludere la stagione sportiva non appena sarà possibile, vi invito ad accogliere gli stimoli suggeriti, per condividere idee e sviluppare un confronto sano e costruttivo, per il bene comune.

In questo periodo, tutti abbiamo bisogno della “vicinanza” dell’altro.

Intanto non perdiamo il contatto con i nostri compagni, allenatori e referenti per mantenere vivi i legami che sono le fondamenta di tutto il sistema sportivo. Stiamo proponendo tutti i giorni allenamenti da casa, sfide social, riflessioni e pensieri, scambi di foto, incontri formativi e didattici. Siamo sempre operativi. Anche se possono sembrare azioni futili di fronte alla tragica esperienza che stiamo vivendo, sostengo con fermezza che possono favorire un benessere psico-fisico positivo per tutti i nostri amici che ci osservano e soprattutto per noi stessi, per essere vivi.

Tutti stiamo soffrendo, a tutti i livelli. Non demordiamo, continuiamo con creatività e fantasia. Le nostre pagine social sono visitatissime e attivissime in tutte le ore del giorno, contattateci, inviateci il vostro straordinario contributo.

Oggi non stiamo affrontando una sola partita, è da più di un mese che stiamo giocando questo campionato e non sappiamo fino a che durerà. Ma noi ci siamo.

In ogni occasione, ripeto ai miei più vicini collaboratori, che non si vince da soli, che per raggiungere un risultato duraturo nel tempo bisogna percorre una strada insieme, sempre, con l’idea di far parte di una squadra, di una famiglia. Conosco quanto i nostri tecnici insegnano agli atleti il valore del sacrificio, della disciplina e dello spirito di gruppo. Negli spogliatoi, dopo una sconfitta, abbiamo ripetuto fino all’esasperazione che è proprio nel momento dello sconforto che dobbiamo reagire, che dobbiamo rispondere uniti, che dobbiamo prepararci ancora meglio per rispondere a tutte quelle sfide che ogni giorno appaiono sempre più opprimenti, sempre più impossibili da superare.

Ma Signore e Signori, noi siamo prima di tutto essere umani e noi abbiamo la capacità di trasformare l’impossibile in realizzabile non dimenticando mai della scelta etica che dobbiamo affrontare.

Fidatevi di noi, noi ci fidiamo di voi, con tutto il nostro cuore.
Insieme attendiamo l’alba della notte tormentata che stiamo vivendo.

IL PRESIDENTE
Manuel Onorati