Alleniamo la Pazienza.

In questi giorni di festività e di riflessioni con la conclusione dello “straordinario” anno vissuto, potremmo trovarci o trovare un nostro amico in uno stato confusionale, turbato, essenzialmente motivato da stati ansiosi. Ciò che abbiamo provato in questi mesi ci ha messi alle strette, ci ha tolto il respiro, ha incentivato le nostre paure e disagi, ha derubato dai nostri cassetti la parte intima di noi stessi.

Molti di noi hanno perso il lavoro, altri non lo riescono a trovare, qualcuno ha scoperto la povertà sentimentale altri la fede in sé stessi, molti hanno dovuto ridimensionare sensibilmente le proprie abitudini.

In questi giorni di festività nel caso in cui trovaste personali le mie parole, o le associaste ad una persona per voi speciale, il mio augurio più grande è che voi, o le persone più vicine, possiate allenarvi a coltivare la PAZIENZA.

Perché proprio la pazienza? Spesso viene percepita come pigrizia ma quello che voglio intendere io è la capacità di pensare mentre aspettiamo. Dobbiamo allenarla perché oggi, più che mai, siamo soggetti alla velocità di esecuzione e pensiero. L’analisi deve essere immediata, l’azione istantanea.

Studi americani definiscono questo fenomeno Istant Gratification, ovvero che tutto ciò che non otteniamo velocemente come conseguenza della nostra azione ci rende dubbiosi, tristi, insoddisfatti, ad esempio i like e commenti di un post o la mancata risposta nonostante le spunte blue di whatapp.

E mentre il mondo corre veloce e noi scopriamo di essere fragili e umani, ciò che possiamo fare come Centro Universitario Sportivo, e quindi formatori di vita, è di valorizzare esempi come Jack Ma, rimandato 10 volte ad Harvard, prima di fondare Alibaba e diventare l’uomo più ricco della Cina. O ancora Brian Acton, scartato più volte da aziende come Facebook e Twitter prima di fondare la sua impresa, Whatapp, e venderla per 14 miliardi a Facebook stessa. Tantissimi casi possono riportare lo spirito e il focus sulla giusta linea.

Cosa hanno in comune tutti questi casi? L’amore per il PROCESSO, la parte attiva della pazienza. È possibile definirla attraverso 4 punti:

  • Tolleranza: bisogna essere tollerati verso i nostri errori, più resilienti, avere la forza e il coraggio di cambiare rotta;
  • Tempo: è necessario riprenderci il nostro tempo nel pensare e nell’agire
  • Decisioni: avere ben in mente il focus sul presente
  • Imparare: ammettere a noi stessi che non sappiamo tutto e dobbiamo imparare le cose, e avere la giusta pazienza per farlo
Amici miei, nella vita non stiamo correndo i 100 metri, stiamo correndo una maratona.

E raggiungere il risultato è semplice! Perché se chi cerca la gratificazione istantanea abbandona la gara immediatamente, e in un contesto dove il 99% dei partecipanti abbandona la gara, VINCE CHI HA PAZIENZA.

 

Prof. Manuel Onorati, PhD
Presidente CUS Roma Tor Vergata