Intervento integrato in ottica One Health per il potenziamento del benessere psicofisico, il contrasto alla sedentarietà e l'ottimizzazione delle performance organizzative del personale universitario.
Il panorama lavorativo contemporaneo, in particolar modo all'interno delle complesse architetture organizzative della Pubblica Amministrazione e degli Atenei, sta attraversando una fase di profonda trasformazione che richiede un ripensamento radicale delle politiche di welfare aziendale. L'Università degli Studi di Roma Tor Vergata, consapevole del proprio ruolo di istituzione formativa e di ricerca all'avanguardia, intende porsi come modello virtuoso nell'adozione di strategie innovative per la tutela e la promozione del benessere psicofisico del proprio personale strutturato. Il presente documento descrive in modo analitico e organico il progetto "E.Q.U.I.L.I.B.R.I.U.M. Tor Vergata", un intervento organico della durata di 12 mesi che fonde le più recenti acquisizioni scientifiche nel campo della salute occupazionale con una visione sistemica dell'individuo.
La genesi di questa iniziativa risiede in una constatazione empirica supportata dalla letteratura scientifica internazionale: l'attuale conformazione del lavoro intellettuale e amministrativo espone i dipendenti a due fattori di rischio predominanti. Da un lato, si assiste a una sedentarietà prolungata, intrinsecamente legata alle attività da terminale, che favorisce l'insorgenza di patologie muscolo-scheletriche e disfunzioni metaboliche; dall'altro, l'elevato carico cognitivo genera un incremento significativo dello stress percepito, alterando i ritmi circadiani e compromettendo la lucidità mentale. Per affrontare queste criticità, il progetto rigetta gli approcci palliativi a favore di un paradigma strutturale fondato sul concetto di One Health.
Questo modello teorico, promosso dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, postula l'impossibilità di separare la salute umana da quella dell'ecosistema circostante, suggerendo che un ambiente lavorativo salubre debba necessariamente prevedere un'armonizzazione tra lo spazio architettonico, l'ambiente naturale e il corpo umano.
L'adozione di tale visione sistemica si traduce in una partnership strategica di inestimabile valore: l'integrazione delle competenze accademiche espresse dai docenti universitari di Scienze Motorie con l'infrastruttura operativa ed esperienziale del Centro Universitario Sportivo (CUS). Questa alleanza permette di declinare i principi teorici in prassi operative misurabili e standardizzate secondo la logica progettuale europea, garantendo l'erogazione di attività sportiva, l'organizzazione di uscite outdoor periodiche e la diffusione di un Welcome Kit informativo di immediata utilità.
Il fine ultimo di questa vasta operazione di sanità preventiva non si esaurisce nella mera tutela clinica del singolo, ma ambisce a generare un impatto tangibile e quantificabile sull'intera macrostruttura universitaria, agendo direttamente sulle performance organizzative. L'ipotesi progettuale sostiene che la riduzione dei livelli di cortisolo e il ripristino del tono muscolare abbiano una correlazione diretta con l'ottimizzazione del requisito B1, garantendo una maggiore speditezza e correttezza dei processi e delle attività di competenza. Parallelamente, le esperienze motorie condivise e le dinamiche di socializzazione informale in ambiente naturale sono progettate per fungere da catalizzatori per il potenziamento del requisito B2, sviluppando in modo organico la capacità di coordinamento, gestione e di costruzione di benessere relazionale, elementi fondanti per un'amministrazione pubblica moderna, coesa e resiliente.
